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Amministrazione comunale di Ulassai |
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Maria Lai
Le severe regole di un’arte giocosa | ||
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I cieli notturni delle Geografie si accompagnano alla visione della bianca spiaggia di Cea – la faccia chiara dei monti di Ulassai – telai vecchi e consunti si allungano fino a diventare nere torri, protesi combuste nate l’undicisettembre. I libri cuciti – tra le sue opere più struggenti – hanno pagine pesanti di tessuto, i fili forano la tela, bucano e rattoppano, si annodano, s’ingarbugliano e si liberano, formando una tessitura senza parole e senza alfabeto. Sono tattili, domestici e misteriosi e contengono il sapere e la memoria e il fervore delle mani. Piacerebbero a Claes Oldenburg i grandi aghi in acciaio con cui Maria Lai ha ricamato muri, arnesi giganti e acuminati che lei lascia infilati, come fanno le sarte quando riposano un po’. Sempre tornano i temi poetici di Cuore Mio e di sua madre Maria Pietra, del Dio distratto, del pastorello mattiniero e della sua capretta dal campanellino d’argento, delle janas operose come le dita delle donne, operose come le api che fanno il miele.
Alessandra Menesini (Nae. Trimestrale di Cultura, n. 11 - Estate 2005) |
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