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Amministrazione comunale di Ulassai | ||||
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Museo all'aperto
Molte tra le più importanti e significative opere di intervento sul territorio di Maria Lai possono essere visitate ad Ulassai
Con la donazione di Maria Lai di circa un centinaio di opere d’arte, tra le più importanti e significative del suo percorso artistico e che hanno segnato profondamente l’arte contemporanea del novecento si è avviato, ad Ulassai, un progetto culturale che non è che la naturale prosecuzione di una vocazione nel campo dell’arte contemporanea che il paese di Ulassai coltiva da oltre un ventennio. Spartiacque fondamentale di tale vocazione fu lo straordinario intervento “Legarsi alla montagna” del 1981 nel quale tutte le case del paese e le montagne circostanti, ispirandosi ad un’antica leggenda locale, sono state legate con un nastro celeste lungo oltre dieci chilometri. A quel primo intervento ne seguirono, negli anni a venire, molti altri tale da configurare il paese di Ulassai come un vero e proprio museo all’aperto di arte contemporanea. Percorrere il territorio di Ulassai significa infatti vivere un'importante esperienza artistica. Vi si trovano infatti, armoniosamente fuse con le architetture tradizionali del paese e con gli incontaminati paesaggi, numerose installazioni di Maria Lai come "La strada del rito", calchi in cemento colorato raffiguranti i pani e i pesci propri della tradizione ulassese, fissati sui muri di una strada vicinale lunga circa 7 chilometri; "Le capre cucite", che rappresentano capre cucite e lenzuola al vento, realizzate con graffe metalliche e infisse su un muro all'ingresso del paese per una lunghezza di 1.500 metri ed un'altezza di 20 metri; "La scarpata", che raffigura le varie fasi dell’evoluzione dell'umanità, realizzata in cemento armato, acciaio inossidabile, tempera e pietre, per una dimensione di 80 metri di lunghezza e 30 metri di altezza, opera del 1993. Di grande valore anche il "lavatoio", edificio in stile impero costruito tra il 1903 ed il 1905 su progetto dell'ingegnere cagliaritano Ernesto Rovot, detto anche "fontana che suona", a seguito dell'intervento operato al suo interno da Costantino Nivola nel 1988. L'artista oranese ideò una struttura di coppi in rame che, ordinati in due alti scivoli speculari, conducono il flusso delle acque verso un coppo unico alla base, e da questo nelle dodici vasche sottostanti, amplificando la melodica armonia dell'acqua che sgorga. Sopra l’opera del Nivola, suo ultimo contributo all'arte, sono tesi i “telai” di Maria Lai. Due fontane sono state infine realizzate sulle pareti esterne del lavatoio da altri due grandi artisti: Guido Strazza e Luigi Veronesi. Il tutto costituisce la mirabile trasfigurazione artistica di un luogo che nei secoli ha rappresentato il simbolo delle donne sarde e del loro duro lavoro quotidiano. L'opera è stata ultimamente completata con la sistemazione della piazza antistante secondo un progetto di Guido Strazza. E Ulassai, da paese emblematico per isolamento, diventa simbolo del mondo, e in particolare della storia di oggi. Negli ultimi anni altre opere permanenti hanno arricchito Ulassai: una grande lavagna di forex nero di m. 10 x 5 con la scritta “L’arte ci prende per mano” sul muro di una piazza antistante le Scuole elementari; piccoli libri di terracotta, con incisi pensieri sull'arte, distribuiti sulle facciate delle case di una strada del centro storico; il “Muro del groviglio” che conduce verso le grotte “Su Murmuri” nel quale, per circa un Km. e mezzo, intricati grovigli si susseguono a pensieri sull’arte e la dignità umana; la “Casa delle inquietudini”, un edificio sulle cui pareti sono state realizzate delle figure demoniache ed inquietanti che sembra fuoriescano dai muri e il grande “Gioco del volo dell’oca”, opera fondamentale di Maria Lai che, di 3 m x 4, installata sulla parete di una edificio risalente al periodo fascista che ospita le scuole materne ed il centro di aggregazione sociale, rappresenta un singolare gioco dell’oca nel quale dietro la metodica del gioco si cela uno straordinario strumento didattico di conoscenza dell’arte contemporanea. Potete trovare alcune immagini delle opere a cielo aperto di Maria Lai a questo indirizzo: http://www.saperdaesuentu.it/opere_d'arte/opere d'arte.htm.
Giuseppe Cabizzosu |
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